Una chiave per il benessere: l’equilibrio acido/base

L’equilibrio acido/base

equilibrioIl nostro corpo possiede un equilibrio tra sostanze acide e alcaline, definito equilibrio acido/base o pH, sia a livello ematico, cioè nel sangue circolante, che nei tessuti. Il pH del sangue è molto stabile e, anche in condizioni cliniche critiche subisce minimi scostamenti rispetto al valore base di 7.41; il pH tissutale può invece subire forti variazioni influenzando lo stato di salute e la sensazione di benessere. Anche se il concetto di pH può apparire molto remoto per tanti, vale la pena tentare di comprenderlo, poiché si tratta di un parametro estremamente importante per avere un fisico più sano, meno reattivo in senso patologico e quindi meno incline ad ammalarsi. In effetti, in tutti gli stati morbosi si registra un forte aumento dell’acidità tissutale dovuto all’accumulo di tossine che possono derivare da infezioni, reazioni allergiche, assunzione di farmaci, errori alimentari, che aggiungono valenze acide a quelle prodotte normalmente dal nostro metabolismo. Recenti scoperte hanno addirittura dimostrato l’esistenza di un rapporto tra il pH tissutale e la crescita delle cellule tumorali, che mostrano una predilezione per il pH tissutale acido. Tali acquisizioni scientifiche trovano oggi applicazione anche in oncologia.
Il concetto di equilibrio acido-base è strettamente correlato all’alternanza di fasi pH che domina la nostra esistenza nel ciclo giorno/notte: tra le 03.00 e le 15.00 il nostro corpo si trova in una fase di acidosi fisiologica e passa poi tra le 15.00 e le 03.00 in una fase di alcalosi fisiologica. Tale alternanza viene definita commutazione neurovegetativa, è essenziale per il corretto funzionamento del nostro organismo, ed ha importanti implicazioni con l’alimentazione.
Dal punto di vista biologico la vita quotidiana dell’organismo è suddivisa in due fasi: una “attiva / distruttiva” acida (giorno) e una “riparatrice/ anabolica” alcalina (notte). Il nostro organismo durante la giornata “brucia” una grande quantità di sostanze energetiche per mantenersi in vita e, con l’attività fisica, va incontro a un deterioramento da usura tissutale. I muscoli lavorando si degradano a tal punto che, facendo un prelievo di sangue al mattino dopo una sessione serale di allenamento, sarà normale trovare numerose scorie della distruzione muscolare (cosiddette CPK, enzimi liberati dalla rottura delle cellule muscolari). Come i muscoli, tutti gli altri tessuti, in particolare ossa, cartilagini, tendini e pelle, vengono costantemente danneggiati durante il giorno. Il giorno è quindi la fase del fare, dell’attività e, come tale comporta l’usura delle strutture e il consumo di grandi quantità di energia. La notte invece è la fase della riparazione, durante la quale le strutture danneggiate vengono riparate. L’equilibrio acido-base gioca un grande ruolo in quest’alternanza. Durante il giorno i tessuti tendono a presentare un ambiente acido, adatto alla fase attiva. I muscoli lavorando producono acido lattico e i meccanismi energetici generano altre scorie tutte prevalentemente acide. Si arriva a sera in una condizione di acidosi tissutale ed inizia il ciclo notturno con la fase “riparatrice”, durante la quale il nostro organismo utilizza le sue riserve alcaline per compensare l’acidità e riportarci in un ambiente alcalino, ideale per i processi di rigenerazione. Tutto ciò rappresenta il ciclo acido-base del nostro organismo.

In condizioni particolari quali malattie infettive e infiammatorie, stress psico-fisico, allergia, errori alimentari, abuso di medicinali, la quota di valenze acide presenti nel nostro corpo aumenta spesso in maniera tale da non poter essere più compensata durante la notte. A questo punto si sviluppa l’“acidosi tissutale patologica” in cui, anche di notte, il pH rimane sempre molto basso (pH basso=grande acidità); ciò provoca un aumento della “reattività” dell’organismo con gravi conseguenze per la salute:
  • i pazienti allergici vanno più facilmente incontro a crisi acute
  • i soggetti asmatici vedono aumentare la frequenza del broncospasmo
  • compaiono ponfi, arrossamenti cutanei ed eczemi
  • le malattie infettive e le febbri si presentano in maniera più violenta
  • nei bambini piccoli si hanno frequenti episodi di acetonemia e vomito
  • le unghie ed i capelli diventano fragili
  • compaiono alterazioni del ciclo mestruale
  • peggiorano tutte le patologie reumatiche ed artrosiche
  • altri comuni disturbi sono stanchezza cronica, sonnolenza ed irritabilità.

Quindi il mantenimento di un corretto equilibrio acido-base stabilizza il nostro fisico, ci protegge da diversi stati patologici e ci fa vivere meglio.
Poiché la produzione di acidi nell’organismo è costante, è possibile bilanciare il pH eliminando acidi o producendo sostanze alcaline.
L’eliminazione delle valenze acide in eccesso avviene principalmente con la respirazione (eliminazione di acidi volatili) e con le urine (eliminazione di acidi metabolici). La respirazione, con l’eliminazione di CO2 svolge un ruolo importante nell’equilibrio acido/base, quindi respirare bene e profondamente, fare qualche passeggiata all’aria aperta aiuta a ridurre l’acidità. Nel caso in cui ci sia un eccesso di acidi nel sangue questi vengono inoltre eliminati con le urine che diventano sempre più acide, fenomeno facilmente rilevabile con un test. Quindi, specialmente durante le fasi di malattia e convalescenza, è importante ossigenarsi e bere molto per consentire ai reni di lavorare adeguatamente.
Per quanto riguarda la produzione di sostanze alcaline, le cellule gastriche rivestono un ruolo da protagonista: durante la produzione dell’acido cloridrico riversano infatti nel torrente sanguigno grandi quantità di bicarbonato. Anche il metabolismo osseo entra in gioco nel mantenimento del pH: in caso di grave acidosi l’organismo attinge alla “grande miniera” di sostanze minerali alcaline (calcio, magnesio, bicarbonati) contenute nell’osso, causando un depauperamento delle riserve minerali e quindi una demineralizzazione dell’osso che porta all’osteoporosi, o aggrava un’osteoporosi esistente. Tale aspetto ha delle interessanti implicazioni alimentari: le credenze popolari suggeriscono alle donne in menopausa di assumere grandi quantità di formaggi per proteggersi dall’osteoporosi, dimenticando che questi, essendo alimenti acidificanti (vedi tabella) tendono invece ad aggravare seriamente il problema!!

Come possiamo aiutare il nostro organismo a combattere l’acidosi?

Ancora una volta lo “stile di vita” fa la differenza. Se è vero che non possiamo esimerci dallo stress legato al lavoro o alla vita familiare, avere una corretta alimentazione e bere a sufficienza dipende solo dalla nostra volontà. I cibi che assumiamo si distinguono in acidificanti ed alcalinizzanti, a seconda che tendano ad aumentare o ridurre l’acidità tissutale. Voglio evitare un lungo elenco delle proprietà dei singoli alimenti, per le quali rimando alla tabella, mi limiterò ad alcune indicazioni generali.
Tra gli alimenti acidificanti dobbiamo ricordare quelli di origine animale (carne, pesce, pollo) ad alto tenore proteico (le proteine sono infatti composte da amino-acidi!!), come pure i formaggi (in particolare il grana) ed alcuni tipi di frutta come gli agrumi. I cereali (pasta, pane, pizza) sono lievemente acidificanti, il latte è neutro.
Fortemente alcalinizzanti sono tutti i vegetali come le verdure , le patate, le carote, la zucca, la frutta in genere e in particolare l’uva. Poiché il nostro corpo, come abbiamo visto, tende a produrre acidi e deve neutralizzarli, sarà quindi importante, specialmente per persone affette da malattie infiammatorie (sinusiti, tonsilliti, bronchiti) o allergiche, alimentarsi inserendo spesso nella dieta vegetali ad alto tenore alcalinizzante. Tale principio vale specialmente nei bambini che, per gravi errori culturali alimentari, hanno spesso una dieta completamente priva di sostanze vegetali fresche!
È veramente notevole la rapidità e l’efficacia con cui l’organismo reagisce ad una correzione alimentare. Consiglio pertanto a tutti i pazienti di associare alle cure, almeno nei periodi di malattia, una correzione alimentare con riduzione dei prodotti acidificanti ed incremento degli alcalinizzanti (sostanzialmente verdura e frutta): l’effetto sul benessere sarà pronto ed evidente!! In caso di acidosi rilevanti dovute a stati particolari la correzione alimentare andrà sorretta dall‘integrazione con nutraceutici alcalinizzanti che dovranno essere consigliati dallo specialista in quantità e per periodi adeguati allo stato del singolo paziente.

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