La calcolosi della ghiandola sottomandibolare

Gli esseri umani sono dotati di 6 ghiandole salivari maggiori (parotide, sottomandibolare e sottolinguale) e di una moltitudine di piccole ghiandole salivari che tappezzano tutta la cavità orale. Le ghiandole sottomandibolari sono le uniche ghiandole salivari soggette con una certa frequenza alla formazione di calcoli al loro interno, esattamente come avviene nelle vie urinarie. In caso di malattia litiasica non è rara la presenza all’interno della sottomandibolare di numerose concrezioni che a volte superano 1 cm di diametro. La calcolosi salivare si manifesta prevalentemente nelle sottomandibolari per motivi anatomici e per il particolare tipo di saliva molto densa, prodotta da queste ghiandole. Va infatti precisato che le tre ghiandole principali producono diverse tipologie di saliva. Il sintomo tipico è la colica salivare: appena si inizia a mangiare si percepisce una fitta alla ghiandola che rapidamente si gonfia e diventa molto dolente. Ciò avviene poiché lo stimolo legato al cibo fa avviare la produzione di saliva; se però il canale principale di deflusso della ghiandola è bloccato da un calcolo, si crea rapidamente un ingorgo di saliva che ristagna a monte dell’ostacolo gonfiando la ghiandola. Dopo alcune ore dalla colica salivare, essendo cessata la produzione salivare di picco e grazie al lento deflusso della saliva oltre il blocco, la ghiandola si sgonfia, per poi rigonfiarsi puntualmente ogni qual volta si tenti di mangiare. La saliva che ristagna nella ghiandola va spesso incontro a fenomeni infettivi, con lo sviluppo di una sialoadente acuta: la regione sottomandibolare si gonfia e diventa estremamente dolorante. A questo punto è necessario un trattamento medico con antibiotici per scongiurare l’evoluzione in un flemmone del collo con diffusione del pus al di fuori della ghiandola, una grave complicazione che è necessario trattare chirurgicamente in regime di urgenza.

Diagnostica

È opportuno eseguire una visita ORL, corredata da uno studio ecografico del collo, che consenta di evidenziare la presenza di calcoli e la loro posizione. Può essere utile una radiografia della regione sottomandibolare.

Terapia

Durante la colica salivare può essere utile massaggiare delicatamente la ghiandola dall’angolo della mandibola verso il mento, aiutando così il deflusso della saliva. A volte accade che il calcolo venga espulso spontaneamente, altre volte capita che si fermi lungo il canale principale, localizzato nel pavimento della bocca divenendo visibile e palpabile. In tali casi si può eseguire un intervento di asportazione in anestesia locale, definito marsupializzazione che fornisce un immediato sollievo e la risoluzione del caso. Tuttavia occorre avere ben presente che una ghiandola che ha prodotto un calcolo tenderà a produrne degli altri!! Per tale motivo, dopo l’espulsione del calcolo è importante che il paziente impari a bere molto e massaggiare la ghiandola con regolarità. I casi in cui si sviluppi una sintomatologia infiammatoria/infettiva (scialoadenite) vanno trattati con antibiotici fino a risoluzione della flogosi e, successivamente, inviati ad intervento chirurgico. Lo stesso vale per i calcoli che non vengono espulsi. L’intervento, definito scialectomia, consiste nell’asportazione della ghiandola con il calcolo. Si esegue in anestesia generale e richiede una degenza di pochi giorni. L’asportazione della ghiandola non crea problemi per la salivazione poiché le ghiandole rimaste sono in grado di far fronte al fabbisogno di saliva senza problemi.

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