La laringite cronica

La laringite cronica è la patologia infiammatoria che riveste la maggiore rilevanza clinica per l’otorinolaringoiatra per la sua frequenza nella popolazione, per l’associazione ai tumori delle corde vocali e per la resistenza ai trattamenti conservativi. Si tratta di uno stato infiammatorio persistente di tutta la mucosa laringea, particolarmente evidente a livello delle corde vocali. Ormai da molti anni gli specialisti ORL studiano questa malattia e cercano di carpirne l’esatta origine. Tuttavia ciò che sappiamo è che, in seguito a vari stimoli irritativi, tra i quali il fumo occupa una posizione dominante, si avvia un meccanismo patologico che porta ad un ispessimento ed una notevole modificazione strutturale a carico del rivestimento mucoso delle corde vocali. Dal punto di vista clinico il segno tipico è la raucedine ricorrente: il paziente vede mutare la propria voce e presenta ripetuti ulteriori cali di voce, dai quali si riprende dopo qualche settimana. Spesso purtroppo la patologia non viene diagnosticata in fase precoce e ciò comporta una maggiore difficoltà nelle cure ed un pericolo per le corde vocali. L’esame clinico otorinolaringoiatrico mostra corde vocali gonfie, rivestite da un epitelio ispessito. Le corde perdono il loro tipico aspetto bianco-porcellana e diventano sempre più rossastre, salmonate, raggiungendo un quadro che viene definito “epidermizzazione”. L’esame istologico consente di sotto-classificare la laringite cronica in 3 livelli, che corrispondono a 3 gradi di gravità. Il terzo livello può evolvere in un tumore maligno della corda vocale. Per tale motivo la laringite cronica è classificata tra le precancerosi facoltative, ciò significa che è una lesione che può evolvere in un tumore maligno.

laringite cronica
Laringite cronica
corde vocali sane
Corde vocali sane

Trattamento

Una volta posta la diagnosi, lo specialista otorinolaringoiatra avvia un trattamento con prodotti antinfiammatori ed istruisce i pazienti, in genere fumatori, a non stressare le corde vocali sia con un uso prolungato, che respirando fumo di sigaretta o altre sostanze irritanti. A volte si assiste ad un deciso miglioramento del quadro clinico. In tal caso lo specialista ORL potrebbe non ravvisare la necessità di un trattamento chirurgico. Nei casi più ostinati, con evidente epidermizzazione e senza miglioramento evidente con la terapia medica, viene proposto un trattamento microchirurgico definito “stripping”, dall’inglese “strip” che vuol dire “spogliare”. In anestesia generale, sotto controllo microscopico, lo specialista otorinolaringoiatra asporta delicatamente il rivestimento malato, denudando la corda vocale. Lo stripping consente di esaminare istologicamente la lesione e di classificarla nella scala in grado I, II o III e, quindi, di conoscerne la potenziale pericolosità riguardo lo sviluppo di un tumore maligno della corda vocale; inoltre l’intervento ha un carattere curativo poiché asporta la mucosa malata e porta alla formazione sulla corda di un nuovo epitelio sano. Per evitare la formazione di cicatrici sfavorevoli (sinechie) è necessario operare le due corde in tempi separati, attendendo almeno 6-8 settimane tra un intervento e l’altro.

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