Coronavirus: Aggiornamento del 10 marzo

Prevenzione

Alla luce della rapida progressione dell’infezione, specialmente nelle regioni del nord Italia, ritengo opportuno consigliare a tutti i lettori delle regioni del nord Italia di avviare la prevenzione indicata nel post del 25 febbraio utilizzando, in caso di carenza del Viusid, almeno le gocce di Guna interferon gamma 4ch.

Chi dovesse percepire per sè o per la propria famiglia un livello di rischio particolarmente elevato, a causa di recenti contatti pericolosi o presenza di colleghi o amici infetti, può alzare ulteriormente il livello di prevenzione.

In tal senso sarebbe opportuno implementare nel trattamento, ad esempio, il prodotto Nosistox cpr (vedi sotto ref. 1 e 2), un farmaco studiato già con successo per la cura della SARS, che inibisce la crescita del coronavirus, assumendone 1 cpr al giorno.

Oltre le note indicazioni governative, che tutti seguiamo, ritengo utile puntualizzare ulteriori aspetti di prevenzione dell’infezione, a mio giudizio, non ancora del tutto chiari alla popolazione.

  • Occorre assolutamente evitare di recarsi presso studi medici e poliambulatori, se non per vere urgenze
  • In molti ospedali della Lombardia e dell’Emilia Romagna l’attività chirurgica di routine è stata sospesa, tuttavia molti altri presidi sono ancora pienamente operativi.

 

Interventi chirurgici

Personalmente, al momento, consiglio di rimandare qualsiasi tipo di intervento chirurgico non urgente per due ordini di motivi:

  1. Malgrado tutte le attenzioni del caso, ormai, non c’è ospedale del nord Italia che non abbia avuto contatti con pazienti infetti da coronavirus. Essere ricoverati, aumenta ovviamente di molto il rischio di infettarsi
  2. L’intervento chirurgico determina l’esigenza di ulteriori successivi accessi alle strutture sanitarie per medicazioni e controlli, che potrebbero rivelarsi pericolosi.

Tranne che per piccoli interventi, dobbiamo sempre considerare che essere operati può determinare un temporaneo indebolimento generale della nostra immunità, che potrebbe metterci a grave rischio, in caso di infezione da parte del coronavirus.

Ho già spiegato nel precedente post che gli interventi nella regione del naso e dei seni paranasali in questo momento sono particolarmente rischiosi.

Infatti, in seguito all’intervento, la cosiddetta clearance mucociliare, il sistema innato di difesa del naso nei confronti delle infezioni virali e batteriche, viene disabilitata per un lungo periodo di tempo.

Le ferite chirurgiche, che restano aperte per diverse settimane, rappresentano inoltre un ideale porta d’ingresso per il virus.

Lo stesso vale per la chirurgia delle adenoidi e delle tonsille, poiché, anche in questo caso, la presenza di estese superfici di mucosa cruenta espone il paziente ad un rischio di infezione molto elevato.

1) Atherton, J. G., Kratzing, C. C. & Fisher, A. The effect of ascorbic acid on infection chickembryo ciliated tracheal organ cultures by coronavirus. Arch Virol 56, 195-199, doi:10.1007/bf01317848 (1978).

2) Hemila, H. Vitamin C and SARS coronavirus. J. Antimicrob. Chemother. 52, 1049-1050, doi:10.1093/jac/dkh002 (2003).