Coronavirus: Aggiornamento del 17 marzo

I dati sulla progressione dell’epidemia sono noti a tutti.

Nel nord Italia ci troviamo nella fase ascendente della curva di picco e, purtroppo, non siamo in grado di definire quanto tempo ci vorrà per la stabilizzazione del numero dei contagi.

Quadri clinici

Si conferma che, in genere, in persone sane, il virus causa un’infezione simil-influenzale abbastanza intensa, ma non particolarmente grave.

In tali casi, la sintomatologia si manifesta con febbre  (37.5 -39°), accompagnata da lieve astenia, cioè una facile affaticabilità e una tosse stizzosa, che non produce catarro. Può essere presente una lieve sensazione di fame d’aria.

Normalmente, la sintomatologia evolve con un picco nei primi 2-3 giorni,  cui segue una lenta fase di miglioramento, che può durare anche 10 giorni.

Come posso capire se la mia infezione evolve in senso negativo?

L’aggravamento è riconoscibile da un progressivo peggioramento dei sintomi, in particolare da un aumento della sensazione di fame d’aria.

Un test consigliato per autovalutare la propria situazione, in caso di dubbio, è il cosiddetto “test del cammino“. Pazienti che presentino una sintomatologia sospetta, come quella descritta, dovrebbero andare su e giù un paio di volte da una rampa di scale, senza correre: se la fame d’aria dovesse rapidamente peggiorare, sarà opportuno chiamare il numero di emergenza, poiché potrebbe essere l’inizio di una polmonite interstiziale, una patologia più seria, che richiede un trattamento ospedaliero.

Prevenzione

Credo che non sia più necessario sottolineare l’importanza del rispetto delle regole indicate dal governo per limitare i contagi.

Per quanto riguarda i farmaci di cui si sente parlare in televisione, ci tengo a specificare che sono potenti prodotti per uso ospedaliero, che vengono utilizzati nei pazienti ricoverati, per mitigare il decorso della malattia e non hanno uso preventivo.

Poiché al momento non esiste una profilassi vaccinale per il COVID 19, l’unico approccio terapeutico preventivo sensato si basa su protocolli di medicina biologica, che applico con successo nelle infezioni stagionali da coronavirus “domestico”, come quelli indicati nei post del 25 febbraio e del 10 marzo.

Di seguito, alcune indicazioni sulla prosecuzione dei trattamenti.

I pazienti che hanno già eseguito almeno 15 giorni di trattamento completo e non svolgono lavori particolarmente a rischio come, ad esempio, il personale ospedaliero, possono ora ridurre la posologia, assumendo 20 gocce di Guna Interferon gamma una volta al giorno ed il Viusid a giorni alterni.
Conviene, invece, mantenere il dosaggio prescritto di euphorbium compositum.

Lo stesso schema di profilassi ridotta può essere utilizzato dai lettori delle zone dell’Italia centrale e meridionale con un basso numero di casi che, quindi, si trovano ancora lontani dalla curva ascendente del picco epidemico.

Per quanto riguarda i miei pazienti privati, a cui ho prescritto terapie preventive personalizzate, vale in generale la regola che, dopo 15 giorni di terapia piena, si possa dimezzare il dosaggio dei farmaci assunti due volte al giorno, assumendo solo la dose del mattino.