Il frenulo linguale corto

frenulo linguale cortoIl frenulo linguale è una bendelleta mucosa che si estende dalla superficie inferiore della lingua verso il pavimento della bocca. Tale struttura, fisiologicamente poco importante, assume un ruolo di rilievo in otorinolaringoiatria quando, per motivi congeniti, il suo sviluppo è alterato risultando molto corto e diventando un vero e proprio “freno” per la lingua. Tale condizione viene definita scientificamente “anchiloglossia”. Il bambino, già alla nascita, mostra una netta limitazione dei movimenti della lingua, in particolare non riesce ad alzare la punta e ad estrarla dal cavo orale. L’anchiloglossia costituisce fondamentalmente un problema per lo sviluppo del linguaggio: verso i 3-4 anni di età si può notare una difficoltà a pronunciare diversi suoni; in genere non esistono problemi per l’assunzione di cibi e bevande.

Cosa si deve fare

È opportuno che il bambino venga visto subito dopo la nascita da uno specialista otorinolaringoiatra, che valuti il grado di blocco della lingua.. Nei casi più lievi si può tranquillamente attendere la fase di sviluppo del linguaggio, tra i 3 ed i 4 anni, per intervenire. Nei casi più severi può essere opportuno pianificare una correzione chirurgica in epoca precedente.

Come si corregge l’anchiloglossia?

Nei tempi passati era comune che nei reparti di maternità le ostetriche “risolvessero” il problema con un colpo di forbice assestato al bambino sveglio e senza anestesia!! È ovvio che tale tecnica debba essere assolutamente evitata per la discutibile brutalità, per le possibili emorragie, per l’elevata probabilità di recidive, per il pericolo di danni ai dotti di Wharton che portano la saliva in bocca ed ai nervi linguali. La tecnica corretta di trattamento consiste nella cosiddetta “plastica V-Y”. Si tratta di un intervento che viene eseguito dai chirurghi otorino in una breve anestesia generale,: Il chirurgo sezione il frenulo e procede ad un allungamento dello stesso con una tecnica di chirurgia plastica. L’intervento non risulta invasivo, il bambino non soffre al risveglio e può alimentarsi già dal giorno dopo.

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