I tappi nelle orecchie

La formazione di un tappo nell’orecchio rappresenta una frequente patologia conseguente alla presenza di materiale che lentamente si accumula fino a chiudere il condotto uditivo esterno.

In realtà il tappo si forma in tempi relativamente lunghi, che mediamente vanno da 6 mesi a 1-2 anni, tuttavia la percezione della sua esistenza avviene solo quando le dimensioni sono tali da bloccare completamente il condotto uditivo. Infatti, finchè rimane anche solo meno di 1 mm di spazio, le onde sonore riescono a superare l’ostacolo e pertanto, pur in presenza di un tappo voluminoso, non percepiamo alcun disagio uditivo.

Solamente quando l’occlusione diventa totale il paziente avverte un improvviso senso di ovattamento, una forte sordità e la comparsa di acufeni. Tali eventi improvvisi sono particolarmente frequenti nel periodo estivo poiché l’aumentata frequenza di docce e bagni causa un’imbibizione del cerume che fa rapidamente precipitare la situazione.

Tecnicamente esistono due tipi di tappo:
  1. il tappo di cerume vero
  2. il cosiddetto tappo epidermico

La differenza sta nel materiale che compone l’ostruzione: nel primo caso si tratta della secrezione delle ghiandole ceruminose; nel secondo di materiale di desquamazione dell’orecchio.
Il tappo epidermico è più frequente in persone affette da patologie dermatologiche caratterizzate da una forte desquamazione, come la psoriasi e l’eczema del condotto.

Perché si forma il tappo?

Il condotto uditivo esterno è il canale di ingresso delle onde sonore nell’orecchio. Si tratta di un canale osseo/ cartilagineo di forma irregolare, lungo circa 3 cm, al cui termine si trova la membrana del timpano. All’interno del condotto le ghiandole ceruminose producono una secrezione con azione antibatterica, essenziale per proteggere il condotto da infezioni.

L’orecchio è dotato di un sistema di auto-pulizia che, in maniera costante ed impercettibile, porta verso l’esterno il cerume ed i residui della desquamazione della cute del condotto evitandone l’accumulo. In un orecchio sano è quindi normale che al mattino si possano trovare piccole quantità di secrezioni sulla parte esterna del condotto.

Il blocco del sistema di auto-pulizia è il meccanismo che porta alla formazione del tappo. Ciò può accadere:
  • per un difetto costituzionale. Esistono infatti pazienti che per evitare la formazione di tappi sin dall’infanzia necessitano di una regolare toilette del condotto uditivo (alcuni ogni 6 mesi, altri ogni 12 mesi o più),
  • per un difetto acquisito che può essere anche sporadico, dopo un’infezione, un traumatismo o un intervento all’orecchio.

Come comportarsi

Chi è affetto da tappi di cerume “recidivanti” riconosce i sintomi, non si allarma e sa di dover programmare dei controlli cadenzati per evitare il blocco dell’orecchio.

Per coloro che non sono abituati, la prima volta che il tappo causa l’improvvisa ostruzione del condotto uditivo rappresenta uno choc poiché la repentina perdita di udito è sempre molto inquietante. In tal caso i pazienti si presentano spesso allarmati al pronto soccorso credendo di essere affetti da una sordità improvvisa.

Terapia

Occorre innanzitutto ricordare che la membrana timpanica, che si trova al termine del condotto uditivo esterno, ha uno spessore di pochi decimi di millimetro ed una limitatissima resistenza meccanica. Anche un piccolo trauma può quindi causarne la perforazione.

Durante la procedura di rimozione del tappo è pertanto essenziale utilizzare metodi che ne preservino l’integrità.
Il tappo va asportato da un medico specialista ORL che, a seconda della struttura e della posizione nel condotto, deciderà se procedere al microscopio con strumenti adeguati o con un lavaggio eseguito con speciali apparecchiature che erogano un getto d’acqua a pressione e temperatura controllata.

L’uso di acqua troppo fredda o troppo calda può causare infatti l’insorgenza di violente vertigini dovute alla stimolazione termica degli organi dell’equilibrio localizzati all’interno dell’orecchio mentre un getto troppo forte può danneggiare la membrana timpanica.

A volte, in caso di tappi molto duri o posizionati al ridosso del timpano, è possibile che lo specialista otorinolaringoiatra consigli l’applicazione preventiva di gocce solventi per un breve periodo di tempo, prima di procedere all’asportazione.

Tutte le altre metodiche, come le “candele” ed i lavaggi eseguiti da personale non addestrato sono assolutamente da evitare.
Non è raro infatti che, in seguito a manovre inadeguate effettuate nel condotto uditivo, si possano causare seri danni che necessitano di un trattamento chirurgico.

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