L’otite media cronica

perforazione timpanica
Membrana timpanica sinistra con ampia perforazione posteriore

L’otite media cronica (OMC) è una malattia caratterizzata da un danno persistente all’orecchio medio con calo di udito e secrezioni. Il dolore è assente. In realtà esistono diverse forme di otite media cronica, patologie con caratteristiche differenti, accomunate dall’assenza di guarigione spontanea. Alcune di esse sono prive di pericolosità e costituiscono soltanto un danno per la funzione uditiva, altre sono invece molto pericolose per la salute in quanto possono portare a gravissime complicazioni. Per curare un’otite media cronica si utilizza una tecnica chirurgica definita Timpanoplastica.
Vediamo i tipi principali di otite media cronica.

Otite media cronica timpanosclerotica

La timpanosclerosi rappresenta la temutissima evoluzione finale dell’otite sieromucosa dei bambini. Con il passare del tempo il contenuto liquido dell’orecchio medio si addensa sempre più, divenendo colloso (glue ear). Successivamente cristalli minerali si addensano e si depositano su tutta la superficie dell’orecchio medio, intorno agli ossicini e sulla membrana del timpano, bloccando tutto come una colata di gesso. Dal punto di vista sintomatologico spiccano l’assenza di dolore e di secrezioni. Spesso manca anche la perforazione della membrana timpanica. La timpanosclerosi causa però un gravissimo calo di udito non curabile chirurgicamente. L’esperienza ha insegnato che non ha senso tentare di operare una timpanosclerosi poiché la percentuale di insuccessi è elevatissima. L’unico ausilio possibile è una protesi acustica.

Otite media cronica mesotimpanica

È caratterizzata da perforazione timpanica, calo di udito, frequenti secrezioni ed assenza di dolore. Questa forma non è particolarmente pericolosa per la salute del paziente e non causa gravi complicazioni. L’intervento di timpanoplastica è quasi sempre risolutivo, consente di chiudere la perforazione del timpano e recuperare l’udito. A volte si deve associare in un secondo tempo un’ossiculoplastica per ricostruire la catena degli ossicini se risulta danneggiata.

Otite media cronica colesteatomatosa (colesteatoma)

È in assoluto la forma più grave delle otiti medie croniche. I sintomi non differiscono molto da quelli della forma mesotimpanica. La storia clinica è spesso lunga, il paziente presenta da molti anni episodi di otiti ricorrenti e sordità. L’elemento caratterizzante di questo tipo di otite è il colesteatoma: si tratta di una massa di tessuto cheratinizzato che cresce dentro l’orecchio e, comportandosi come un tumore, distrugge tutte le strutture che incontra, anche quelle ossee. Tale particolarità lo rende molto pericoloso: forando il tetto della cavità timpanica la malattia può raggiungere le meningi causando meningiti spesso mortali, può danneggiare il canale del nervo faciale causando una paralisi del volto o erodere i canali vestibolari scatenando violente vertigini (labirintite). Per tali motivi il trattamento microchirurgico del colesteatoma è indispensabile per preservare la salute del paziente. La diagnosi è a volte agevole poiché il quadro micro-otoscopico e radiologico è ben chiaro.
In alcuni casi tuttavia la presenza del colesteatoma viene individuata soltanto in sede intraoperatoria. L’intervento, denominato mastoidectomia, consiste nell’asportazione del colesteatoma, dell’osso malato e di tutte le strutture “infette” avendo come priorità chirurgica il risanamento dell’orecchio e non la preservazione dell’udito!! Successivamente si esegue una timpanoplastica per ricostruire, per quanto possibile, la struttura dell’orecchio medio.

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