L’otosclerosi

otosclerosi finestra ovale
Finestra ovale

L’otosclerosi è una malattia familiare “a penetranza incompleta”, colpisce cioè solamente alcuni membri di una famiglia. È caratterizzata dalla formazione di una struttura ossea anomala a livello della cosiddetta finestra ovale, un punto cruciale della catena degli ossicini, il sistema di trasmissione del suono che va dalla membrana timpanica al nervo acustico, costituito da martello, incudine e staffa. L’osso neoformato blocca progressivamente il movimento della staffa causando una crescente perdita uditiva.
Trattandosi di una malattia ereditaria è bene che nelle famiglie in cui uno dei genitori sia affetto da otosclerosi si eseguano dei controllo sui figli, a partire dall’adolescenza. L’otosclerosi non causa mai dolore; il calo di udito progressivo è l’unico sintomo, che può accompagnarsi all’insorgenza di acufeni (rumori nell’orecchio) e vertigini.
La malattia è per lo più bilaterale, colpisce maggiormente le donne, e mostra una sensibilità agli ormoni femminili che ne causano il peggioramento, come avviene in caso di gravidanza o con l’assunzione della pillola anticoncezionale.

esame audiometrico di otosclerosi

La cura

protesi di staffa
Protesi TEFLON PISTON appena applicata

L’otosclerosi non è curabile con farmaci. Esiste un prodotto a base di fluoro che può rallentare il processo otosclerotico, tuttavia non è consigliabile assumerlo per periodi molto lunghi. La sordità causata dalla malattia può essere risolta con un intervento microchirurgico molto delicato che consiste nella sostituzione dell’ossicino bloccato (staffa) con una “protesi” molto piccola (tra i 4 e 6 decimi di millimetro di diametro x 4,5 – 5 mm di lunghezza) in materiale plastico (TEFLON) o metallico (TITANIO). L’operazione, denominata spapedotomia, è il più delicato intervento microchirurgico sull’orecchio medio e viene eseguito soltanto da chirurghi che hanno seguito un particolare addestramento per questa chirurgia in centri specializzati. Nel nostro Centro l’intervento viene eseguito in anestesia generale per assicurare un maggior confort al paziente. Al risveglio il dolore è assente, in genere la degenza è di 1 giorno. I risultati sono eccellenti nella maggior parte dei casi. Solo raramente (meno del 10%) si assiste ad un mancato guadagno uditivo e, in casi eccezionali (meno dell’1%), addirittura ad un calo di udito nell’orecchio operato.

F.A.Q.

Sono stato operato di otosclerosi. Posso andare in aereo, fare immersioni, andare in montagna?
R: Dopo la conclusione della cicatrizzazione, mediamente 3-4 mesi, il paziente può riprendere una vita normale, senza limitazioni.
Quali sono le attenzioni che devo avere nella fase post-operatoria?
R: La chirurgia dell’otosclerosi è complessa e delicata. L’intervento viene definito “one shot surgery” cioè intervento “ad 1 colpo” in quanto tutto deve filare bene subito, poiché i ritocchi ed i re-interventi sono gravati da un’elevata percentuale di insuccessi. Dopo l’intervento è importantissimo: non fare assolutamente sforzi fisici, non bagnare l’orecchio, non soffiare il naso con molta forza. Un errore nei primi mesi dopo l’operazione può costare la definitiva perdita dell’udito. Quindi è essenziale attenersi alle indicazioni del chirurgo.
Sono affetto da otosclerosi. Devo fare controllare i miei figli?
R: Sì, è opportuno. Consiglio di eseguire un primo controllo nell’adolescenza e poi ulteriori, in base ai risultati ottenuti.
Sono affetta da otosclerosi. Posso usare la pillola anticoncezionale?
R: È assolutamente sconsigliabile. L’effetto di aggravamento che la pillola determina sulla malattia è notevole e costante.
… e la gravidanza?
R: Purtroppo anche la gravidanza può causare un peggioramento dell’otosclerosi. Tuttavia ovviamente per molte donne ciò non costituisce una preclusione al fatto di avere figli.

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