L’otite cronica sieromucosa rappresenta un quadro patologico relativamente frequente in età pediatrica che ha diversi sinonimi. Viene infatti spesso denominata anche “otite catarrale” o “catarro tubarico”.

Di cosa si tratta?

otite sieromucosa sinistra
Otite sieromucosa sinistra

All’interno del nostro orecchio esiste una cavità piena di aria, in cui si trovano gli ossicini che trasmettono il suono al nervo dell’udito. Tale cavità, denominata orecchio medio, riceve costantemente rifornimenti di aria provenienti da un canale, la Tromba di Eustachio, che parte dal rinofaringe, la zona posteriore del naso, dove sono localizzate le adenoidi. Nei bambini, per lo più in conseguenza di patologie adenoidee, la Tromba di Eustachio può bloccarsi con conseguente cessazione del flusso d’aria diretto verso l’orecchio medio. Quando ciò accade, la pressione dell’aria all’interno dell’orecchio cala rapidamente e, dopo un certo periodo di tempo, dalle pareti della cavità timpanica, inizia a colare del liquido sieroso che si accumula fino a riempirla completamente. A questo punto la meccanica dell’orecchio si blocca: la membrana del timpano non può più vibrare, le onde sonore che la urtano vengono riflesse e gli ossicini non sono in grado di oscillare e trasportare il suono alla parte nervosa dell’orecchio. Vediamo quali sono le conseguenze di tale situazione:

1) calo di udito
Il bambino subisce un lento e progressivo calo di udito che normalmente supera il 50%. A volte i genitori notano la sordità, accorgendosi che il bambino non risponde prontamente se chiamato e, durante le conversazioni, chiede spesso di ripetere. In alcuni casi invece la sordità non viene notata in famiglia e sono le insegnanti della scuola materna, il pediatra o lo specialista ORL ad avvertire i familiari del’esistenza del problema.

2) ritardo nello sviluppo del linguaggio
Nei casi in cui la sordità persista per oltre 6 mesi, specialmente nei bambini più piccoli, si notano ripercussioni sullo sviluppo del linguaggio. I bambini apprendono il linguaggio proprio tra il 2°ed il 3° anno di vita con un meccanismo che coinvolge strettamente l’udito: il bambino impara a parlare ascoltando e ripetendo. Quindi i piccoli pazienti affetti da una sordità vanno incontro ad un progressivo peggioramento del linguaggio, ancora non consolidato. Tale situazione viene definita dislalia audiogena e regredisce dopo il recupero dell’udito, se le cure sono state sufficientemente tempestive. Nei casi più gravi è invece necessario un trattamento rieducativo logopedico.

3) calo delle prestazioni scolastiche
Il bambino ipoacusico è obbligatoriamente disattento, non riesce a concentrarsi ed ovviamente ha enormi difficoltà, ad esempio nei dettati, oltre che in tutto l’apprendimento. Il calo di rendimento scolastico si ripercuote negativamente a livello psichico, creando dei sensi di inferiorità nel piccolo paziente, particolarmente nei casi in cui il problema della sordità non sia stato riconosciuto.

4) alterazione dei rapporti sociali
Il bambino ipoacusico tende ad isolarsi e non partecipa ai giochi di gruppo perché ha difficoltà a capire le regole e ad interagire con gli altri.

5) assenza di sintomi specifici
Il paziente non ha praticamente mai né dolore né febbre. Tale caratteristica rende l’otite sieromucosa particolarmente subdola, poiché l’assenza di disturbi ritarda la diagnosi. L’otite sieromucosa quindi non è un’infezione dell’orecchio, bensì un blocco meccanico dello stesso, causato da una patologia che trova la sua origine in un altro organo: il naso!! la genesi della malattia è prevalentemente di natura virale e solo raramente batterica.

Quindi:
  • non servono terapie antibiotiche
  •  i trattamenti devono essere mirati sul naso e non sull’orecchio
  •  la guarigione avviene attraverso la penetrazione dell’aria nell’orecchio, con conseguente “scarico” in gola del liquido bloccato nel cavo del timpano.
  • l’aria è la medicina dell’otite sieromucosa

Trattamento dell’otite sieromucosa

La cura dell’otite sieromucosa passa attraverso un adeguato trattamento delle patologie nasali, che può essere eseguito con prodotti in gradi di ridurre lo stato di flogosi delle adenoidi. Poichè il trattemento è sempre lungo e richiede diversi mesi di cure, se possibile sarebbero da evitare prolungate terapie con cortisonici locali, prediligendo i prodotti naturali. È imprescindibile una correzione dell’alimentazione, evitando i cibi che potrebbero causare un ulteriore aumento della produzione di muco. Per informazioni a riguardo seguire il link.

Comportamento biologico della malattia

L’otite sieromucosa è frequente nei bambini e rara negli adulti. Molti piccoli tra 1 e 6 anni hanno episodi di effusione timpanica che si possono risolvere spontaneamente. Non appena il blocco dell’orecchio medio viene riconosciuto con l’esame microotoscopico ed il test impedenzometrico, si deve avviare un trattamento medico per evitare la cronicizzazione in quanto un versamento endotimpanico di muco di lunga durata porta con sè due tipi di rischio:
  1. un danneggiamento morfologico della membrana timpanica con la possibilità di insorgenza di un’infiammazione cronica che potrebbe evolvere verso un colesteatoma. Si crea quindi una situazione che prepara il terreno per il passaggio da una situazione di sordità transitoria ad una possibile sordità permanente.
  2. un disturbo dello sviluppo del linguaggio che si manifesta quando peristono perdite uditive di 30-40 dB in bambini tra il 1° ed il 3° anno di vita per un periodo superiore ai 3 mesi.
drenaggio transtimpanico
Drenaggio transtimpanico
(microscopio operatorio)

A riguardo del trattamento dell’otite cronica sieromucosa nei bambini, le linee guida della Società Tedesca di Otorinolaringoiatria consigliano che, in caso di insuccesso della terapia medica entro 3-4 mesi dalla diagnosi, si passi al prossimo step di cura, cioè al trattamento chirurgico, che consiste nell’adenotomia con associata una miringotomia. Tale trattamento risulta efficace in circa il 90% dei pazienti trattati: i bimbi recuperano un udito assolutamente normale nell’arco di poche settimane. Un 10% dei bimbi operati può non guarire malgrado l’intervento. In tali casi la malattia dell’orecchio è evidentemente troppo avanzata e le alterazioni della Tromba di Eustachio sono tali da impedire la ventilazione della cavità timpanica anche dopo l’asportazione del”tappo adenoideo”. Se la sordità dovesse persistere per oltre 6 mesi dall’adenotomia, sarà necessario programmare un nuovo trattamento chirurgico: il drenaggio transtimpanico. Il drenaggio porta a guarigione la totalità dei casi. Solo eccezionalmente è necessario eseguirlo più di una volta.

Cosa accade se non si cura l’otite sieromucosa?

Quando il liquido permane all’interno dell’orecchio medio per molto tempo va incontro ad un progressivo processo di addensamento sino a giungere alla consistenza di una colla densa che ingloba la catena ossiculare. Si raggiunge così un grave quadro clinico definito glue ear (glue in inglese= colla). Il glue ear è, seppur con difficoltà, ancora curabile. Se anche questo stadio di evoluzione della malattia non viene riconosciuto e trattato per tempo, cristalli salini iniziano a precipitare all’interno della secrezione, creando delle placche calcaree che, progressivamente, avviluppano la catena ossiculare e la membrana timpanica come in una colata di gesso. Tale quadro, definito timpanosclerosi, costituisce la più temibile complicazione dell’otite sieromucosa ed è una gravissima patologia invalidante, che porta ad una grave sordità permanente, non più correggibile con la chirurgia, ma trattabile solamente con l’ausilio di protesi acustiche.

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