Un nuovo test per lo studio dell’efficienza del sistema immunitario

test sistema immunitarioÈ tempo di grandi epidemie e molti adulti, vittime di ripetute infezioni virali e batteriche, si interrogano sull’efficienza del proprio stato immunitario.

Per fare una valutazione ci si basava su valutazioni relativamente grossolane rappresentate dall’esame emocromocitometrico in cui si evidenzia la quantità dei globuli bianchi ed il rapporto tra le principali classi cioè i granulociti neutrofili, i granulociti eosinofili, i granulociti basofili, i monociti ed i linfociti.

In effetti, tranne che in gravi condizioni di alterazione dello stato di salute, tali parametri risultano per lo più nella norma o mostrano lievissime alterazioni che non sono indicative per poter valutare lo stato di efficienza del sistema immunitario.

L’efficienza del nostro sistema immunitario nel difenderci da virus e batteri dipende in realtà dalla struttura delle complesse sottopopolazioni di una di queste classi, i linfociti, che, come vedremo in un successivo articolo di approfondimento, comprendono al loro interno diverse famiglie di cellule specializzate.

Fortunatamente da qualche tempo è possibile eseguire un test estremamente approfondito definito studio delle sottopopolazioni linfocitarie, in grado di dare informazioni estremamente precise sulle capacità di difesa del nostro sistema immunitario oltre che sulla situazione biologica di eventuali malattie autoimmuni e sull’ attuale livello di difesa antitumorale.

Il test viene eseguito con un comune prelievo di sangue effettuato presso laboratori convenzionati specializzati, previa prescrizione da parte dello specialista.

Il medico, successivamente, avrà il compito di interpretare i complessi grafici risultanti, in grado di fornire una chiara fotografia dell’immunocompetenza del paziente in quel preciso momento e, se necessario di prescrivere un trattamento mirato per rendere “adeguato” un sistema immunitario compromesso.

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